TIME MANAGEMENT. CHI HA TEMPO ALLENI IL TEMPO

Prima di questa emergenza Time Management dei ragazzi era caratterizzata dallo spostamento da un impegno all’altro, con orari  scolastici e sportivi ben definiti, intervallato dal tempo per compiti e studio o qualche altro hobby. Ora che studio, sport e hobby hanno un tempo ridimensionato, il rischio è che alcuni ragazzi si trovino persi perché disabituati a gestire un tempo per loro.

TIME MANAGEMENT COS’È?

La gestione del tempo o Time Management come lo chiamano gli anglosassoni non è altro che quel processo di pianificazione e controllo del tempo.
Quando si è adulti è molto facile puntare il dito e giudicare i giovani riguardo la loro mancanza di iniziativa nel gestire queste giornate. Prima di fare ciò però, è importante chiedersi come sia possibile che una persona che non ha mai dovuto gestire il suo tempo diventi un mago del time management da un giorno all’altro. In parole povere: se non diamo la possibilità ai giovani di gestire il loro tempo (e di sbagliare in questa gestione), quando mai diventeranno capaci di farlo?

CORONAVIRUS, UNA SITUAZIONE DALLA QUALE IMPARARE A GESTIRE IL PROPRIO TEMPO

Potenzialmente, questa situazione di quarantena forzata, può essere molto istruttiva per i ragazzi che, a casa da scuola, dovranno gestire autonomamente:

• il tempo dello studio;

• il tempo dell’allenamento (ci si può anche allenare a casa da soli infatti);

• il tempo del gioco e delle relazioni con gli altri (via telematica).

Il Time Management è un gioco di creatività davvero interessante, dal momento che esistono davvero moltissime combinazioni e strategie differenti per farlo e quindi è un problema che ai nostri ragazzi fa bene dover affrontare.

Scoprire in quanti modi io posso gestire una mia giornata e quante cose diverse posso farci stare è una sensazione di scoperta meravigliosa per chiunque. All’interno di questo processo di allenamento abbiamo un compagno di squadra importantissimo, andiamo a conoscerlo…

TIME MANAGEMENT E NOIA

“E guardo il mondo da un oblò, mi annoio un pò…”

A cosa serve annoiarsi? Non so se qualcuno di voi ci abbia mai pensato. La noia non è di certo una delle emozioni più piacevoli che si possano provare, eppure ha un messaggio molto importante per noi. Solitamente, infatti, ci annoiamo quando quello che stiamo facendo non ci piace e, allora, arriva la noia per far sì che possiamo cambiare quel momento, per poterlo trasformare in qualcosa che ci dia energia. La noia ha uno scopo evolutivo, serve a farci cambiare le cose.

Non dando un attimo di respiro ai ragazzi è molto facile togliere loro questa emozione, visto che, come detto, avendo tutta la giornata organizzata di solito assomigliano molto a palline impazzite che rimbalzano da un’attività all’altra. Gestire loro il tempo, togliendogli la possibilità di annoiarsi, rischia di privargli anche la possibilità di imparare a gestire la noia e di diventare più autonomi.

È vero, vedere qualcuno che si annoia non è mai piacevole, soprattutto quando vogliamo bene a questa persona. La scelta che dobbiamo fare è tra il risolvere il problema degli altri oppure aiutarli nel risolvere questo problema in autonomia.

Queste giornate creeranno sicuramente momenti di grande noia in molti ragazzi ed è proprio in quei momenti che loro potranno diventare consapevoli di cosa possono fare (nel rispetto delle regole di questo momento) per trasformare quell’emozione in diverse soluzioni.

CAMBI DI VELOCITÀ: VERSO LA CONCLUSIONE

Chiaramente, questa situazione è difficile per molte persone sia adulte che giovani a causa di molte limitazioni che, per il bene di tutti, è corretto rispettare. Le limitazioni, ad ogni modo, creano delle possibilità così come un difensore che, cercando di limitare l’attacco, gli offre comunque delle opzioni. Possiamo quindi scegliere di guardare le possibilità che questo momento sta creando per noi e per i nostri ragazzi.

Noi adulti possiamo:

• scoprire quanto sia facile o difficile per i ragazzi organizzare il proprio tempo libero e quindi conoscerli un po’ meglio;

• cercare di capire quali difficoltà hanno senza giudicarli come incapaci, ma partendo dalla loro inesperienza;

• cercare di fargli vedere diverse possibilità e attività, facendoli scegliere in autonomia;

• sopportare il vederli non fare niente ed annoiarsi, perché è da quella noia che usciranno le loro soluzioni.

Possiamo far scoprire ai ragazzi che in questo mondo oltre all’alta velocità esiste un’altra velocità, non meno produttiva, ma diversamente produttiva. Nella vita come nella pallacanestro vince non chi va sempre al massimo, ma chi sa cambiare velocità al momento opportuno, sfruttiamo questo momento per riflettere anche noi su questi aspetti nell’attesa di ritrovarci in palestra.

PS) Un piccolo consiglio ai ragazzi: oggi come oggi, anche per noi adulti, è davvero facile “perdersi” con un telefono o un tablet. Questi dispositivi elettronici sono ipnotici per dei meccanismi cerebrali abbastanza lunghi da spiegare. Fatto sta che è il caso di fare attenzione all’uso di telefoni, tablet, console o PC. Il mio consiglio è quindi di sperimentare attività diverse tra loro dove possiate usare il corpo nella sua interezza, utilizzando anche dispositivi elettronici, non solo quelli.