Bz 3-4-11

 

Bz 3-4-11 sono un luogo e una data. Bolzano, tre aprile duemilaundici.

La nostra storia inizia peró un po’ più a sud, in Trentino. A Rovereto per la precisione, ore 7.30 del mattino. Fuori da un bar, alla spicciolata arrivano degli avventori mattinieri; è domenica e sono ancora tutti un po’ assonnati. Caffè cappuccino cornetto, le solite ordinazioni niente di strano ma improvvisamente partono tutti assieme stipati in poche auto. Tra lo stadio e il casello fanno salire altre persone che sono lì ad aspettare e poi, l’autostrada. A22. Autostrada del Brennero, direzione nord. Dritti filati senza scali, si direbbe se fosse un viaggio aereo, ma loro sono in auto ed hanno fretta, molta fretta. Trento, S.Michele, Egna ed ecco le spiagge di castel Firmiano dorate dal sole del mattino e pazienza se si viola qualche comma del codice della strada. Bolzano, zona Druso. Il parcheggio é vuoto e la cosa é sospetta, ci sono anche degli agenti. Con una notevole dose di faccia tosta avvicinano l’auto per chiedere informazioni. Il parcheggio deve essere lasciato libero, dicono, per una strana maratona o qualcosa del genere. Ma questa é un’altra storia. La tensione comincia a salire in auto, il tempo stringe e di parcheggi neanche l’ombra. C’é uno strano locale, un po’ ammiccante, uno di quei locali equivoci con le vetrine discrete e la scritta “Vietato l’ingresso ai minori di 18 anni”. Tutto perfettamente legale ovviamente anche se é strano sia aperto la domenica mattina. Dispone peró di comodi parcheggi ed é questo che ci interessa per ora. Trafelati arrivano, si accreditano e ricevono i gadget. Tutto apparentemente normale come normali sembrano le altre persone che si aggirano per il palazzetto. Normali sembrano anche le lezioni, forse anche un po’ noiose. Tutto normale insomma almeno finché non si avvicina mezzogiorno e gli stomaci reclamano la pausa pranzo. A placare gli animi con caramelle e biscotti ci pensa una strana figura, anche lei salita da Rovereto con gli atri. Nessuno conosce il suo vero nome. Mamma Giusy la chiamano. Non é la mamma di nessuno ovviamente, é solo un soprannome, uno di quei soprannomi stravaganti che si usano in questo ambiente. Il seminario termina e il gruppo si rianima improvvisamente uscendo rapido in direzione del centro. Ma, fermi tutti!, ci sono le ultime formalitá burocratiche. Tutoraggio lo chiamano. Il nodo si scioglie appena in tempo per sedare i mugugni sempre piú insistenti e via di nuovo in auto direzione piazza Walter, Walterplatz in tedesco. Non sono del posto e si vede, sbagliano strada, girano in tondo, chiedono informazioni a misteriosi turisti nordeuropei che non capiscono un’acca ma Bolzano non é una metropoli tentacolare e cosí arrivano rapidamente ad un parcheggio sotterraneo. Perché ogni storia che si rispetti ha un parcheggio sotterraneo. Ma é ora di pranzo, gli affari importanti ora sono altri e quindi dritti al ristorante. Il pranzo come da tradizione é rustico e pantagruelico e si protrae ben oltre l’orario di chiusura ma ovviamente nessun cameriere si sogna di farlo notare. Chi sono lo si capisce al volo e nessuno vuole guai. Satolli e spavaldi risalgono in auto verso una nuova destinazione. Una curiosa costruzione d’acciaio che somiglia alle visioni futuriste dei quadri di Depero e Marinetti. L’interno però è ben diverso: marmo, legno, lunghe ragnatele alle finestre e macchinette delle bibite rubasoldi. C’è un nome. Un nome di facciata ovviamente. Un po’ come gli “Amici dell’opera italiana” in “A qualcuno piace caldo”. Invece qui il nome è il meno altisonante “Io miniarbitro, e tu?”. In pratica siesta generalizzata dopo il pasto luculliano in attesa di ricevere il dovuto. Ma cos’è che aspettano? I punti li chiamano. C’è chi ne vuole 6, chi 10 e chi insiste perchè ne vorrebbe 18. Niente da fare, più di 10 a testa non ce ne sono, ordini dall’alto. Bisogna rassegnarsi prenderli e andare. L’attesa è più lunga del previsto a causa delle montanti proteste di alcuni equivoci convenuti, non è gente che va tanto per il sottile ormai si è capito. Rimane in sospeso il tutoraggio ma va bene così, hanno i punti e possono andare. Partenza rapida senza soffermarsi troppo all’esterno per non destare sospetti. La loro pazza corsa si ferma al primo autogrill dopo le stesse spiagge della mattina. Chi si mette in coda per un gelato, chi fuma una sigaretta, chi sbircia il cestone con i libri di Fabio Volo. Ancora una volta tutto apparentemente normale. All’improvviso, ad un segnale convenuto, scattano sull’autostrada in direzione sud. Tornano a Rovereto, forse. Per qualche chilometro si sorpassano a vicenda per poi dividersi definitivamente. La nostra storia termina qui. Non sappiamo chi siano, cosa abbiano fatto veramente nè dove siano andati o cosa siano i punti. Sappiamo solo che le spiagge non erano spiagge, ma questa è un’altra storia.

Buon natale di Roma a tutti!

Un pensiero riguardo “Bz 3-4-11

  • 22 Aprile 2011 in 10:19
    Permalink

    abbiamo presentato “lucarelli e i clinic minibaket” .

    Prossimamente in onda BLUNOTTEminibasket

Lascia un commento